lunedì 10 marzo 2014

E' giorno di mercato a Tanougou

Usciti dal parco della Pendjari, in Benin, dobbiamo fare parecchi kilometri di strada sterrata che passa attraverso piccoli villaggi ordinati di case di fango dal tetto di paglia.

 Siamo ancora nella zona protetta intorno al parco, e qui si vive di quello che offre la natura

 si lavano i panni e ci si lava al fiume

si prende l'acqua dal pozzo

e l'unica fonte di guadagno sembra essere il cotone, coltivato e raccolto a mano e poi depositato in questi recinti in attesa che i camion lo vengano a prendere. La cosa interessante è che viene coltivato solo per la vendita, nessuno nei villaggi lo usa per tessere!

Da subito incontriamo una fila continua di donne e bambini che cammina lungo la strada, tutti nella stessa direzione e ognuno porta qualcosa sulla testa: è giorno di mercato in uno dei villaggi!

anche i ragazzini più grandi portano mercanzie: cocomeri, igname, fagotti,

 questo invece sta portando al mercato due faraone.

Eccoci arrivati al mercato, sotto al baobab come da tradizione, una folla inverosimile e multicolore si accalca intorno a qualche banchetto che vende cibo o cianfrusaglie.

queste donne vendono igname, alimento base della cucina africana

 questa ragazzina sta preparando il fufu, una polenta ottenuta battendo assieme igname e plantain

 qui invece si preparano frittelle

 e mentre le donne lavorano o mercanteggiano, gli uomini si rilassano sotto il baobab

e queste siamo noi in mezzo alla folla, all'inutile ricerca di qualcosa di interessante, cercando di rubare un po' di foto con discrezione.

giovedì 6 marzo 2014

La Pendjari

La meta di questo viaggio è il Parco della Pendjari, la più importante riserva naturale del Benin, dove speriamo di vedere tanti animali nel loro habitat naturale.


Arriviamo a Tanguieta di primo pomeriggio, dopo aver perso qualche ora prima per cambiare i soldi e poi per riparare una gomma bucata, per fortuna mentre eravamo ancora in "città".

Le attrezzature sono antiche, ma il lavoro è ben fatto.

Seguendo le indicazioni della guida, pensavamo che l'ingresso del parco fosse a Tanguieta, e l'albergo al centro del parco. Scopriamo man mano che avanziamo che ci sono invece una cinquantina di km di sterrata per arrivare all'ingresso, e poi un'altra ottantina dentro al parco fino all'albergo, che è praticamente sul confine con il Burkina Faso.

Il paesaggio è affascinante, disseminato di baobab giganteschi

 con tante gazzelle che ci osservano, curiose quanto noi.

I nostri primi incontri sono con un branco di bufali che ci attraversa la strada,

e con un coccodrillo che silenzioso naviga nella pozza d'acqua dove cercavamo di vedere gli ippopotami.

Ecco l'albergo, spartano e un po' caro rispetto ai prezzi correnti, ma piazzato strategicamente all'incrocio dei percorsi che attraversano il parco.

Eccoci il giorno dopo a colazione! La sveglia è prima dell'alba, in modo da partire appena c'è abbastanza luce, per fortuna eravamo attrezzati con le torce, perchè il carburante non è arrivato e il generatore è spento. Quindi colazione a lume di candela!!! E sotto un cielo stellato magnifico.

Questo è il fiume che segna il confine con il Burkina Faso.
Fa freddo! Non eravamo preparati al contrasto con i 40° abituali, e mettiamo addosso tutto quello che abbiamo, 2-3 magliette una sopra all'altra e i leggings di Ceci come sciarpa!

Passiamo la giornata a percorrere le stradine segnate, è assolutamente vietato uscire dai tracciati e scendere dalla macchina al di fuori delle aree di sosta vicino alle pozze d'acqua. Effettivamente del tutto inaspettata una leonessa ci ha attraversato la strada davanti alla macchina, e subito dopo due fagoceri (col codino alzato come Pumba) hanno attraversato in senso contrario! Quindi meglio evitare di avventurarsi a piedi!


Non riusciamo a vedere (e fotografare) altri leoni, ma vediamo comunque tanti animali, ecco un bel Bubale con la mascherina,

qualcuno che ci ascolta tutt'orecchi...

una cicogna africana che si è procurata il pranzo,

e una bellissima ghiandaia dai colori incredibili.

Incontriamo un branco di scimmie a pranzo in cima agli alberi

e ancora scimmie indaffarate con i loro piccoli.
 
Percorriamo parecchi kilometri, da una pozza all'altra, scambiandoci indicazioni con gli altri visitatori


 e troviamo gli elefanti, che pur essendo belli grossi non sono facili da scovare.

Questi siamo noi che li fotografiamo! Con lo scorrere della giornata la temperatura si è alzata e la macchina è diventata rossa, sia fuori che dentro!

E finalmente, dopo aver visto nel corso di numerosi appostamenti solo il naso e le orecchie degli ippopotami, riusciamo a vederne un muso intero!


venerdì 28 febbraio 2014

Sara Kawa

Grazie alle indicazioni di amici togolesi siamo capitati nella piccola riserva naturale di Sara Kawa, che apparteneva al Presidente ed è ora aperta al pubblico. La riserva è piccola ma con molti animali, alcuni provenienti dal Sudafrica come le zebre e gli gnu. Abbiamo fatto un giro sulla jeep scoperta, con una guida molto preparata, e fatto un sacco di foto: un vero piccolo safari!


Ecco le zebre, sempre affascinanti

questi sono gnu
un'Antilope Alcina

un varano di belle dimensioni
un Kobo femmina
e un Kobo maschio
questo è un Bubale, con la sua tipica mascherina sugli occhi
e questo è un bufalo.
Ci sono anche quattro belle tartarughe

Abbiamo anche avuto la possibilità di visitare quello che rimane dello zoo del Presidente: due leonesse e tre iene in gabbia ma ben nutrite e molto attive!



Le due iene nella gabbia esterna divorano in pochi minuti un bel pezzo d'osso mentre prendono in giro la iena nella gabbia interna che non ha avuto cibo: